Acuta osservazione di Stefano Quintarelii (fonte inesauribile di spunti ) sulla rimunerazione dei contenuti auto prodotti. In un post dal titolo Quinta 's weblog : Il Blog di Stefano Quintarelli: Ma la coda lunga è magra o grassa ? mette in evidenza come un tal Perez Hilton abbia conseguito retribuzioni irrisorie dal successo dei suoi filmati su YouTube (a giudicare dalla natura del blog non gli avrei dato neppure quelli...)
Analizzimo il tutto dal punto di vista della domanda e dell'offerta. Quante persone avrebbero visto il suo video su youtube se avesse preteso di quadagnare $ 25.000.000 (ovvero 1$ per download come fa iTune? Forse nessuno o forse ha sbagliato strategia di marketing... avrebbe potuto provare a venderlo ma con quali costi di acquisizione del cliente? Quelli che si sobbarca YouTube per intenderci...)
Vedo due fattori dominanti in questo scenario.
Ne ricavo che, perché esista la coda veramente lunga, devono esistere creatori di contenuti che non pretendano la monetizzazione diretta dell'opera, e che per arrivare a rendere economicamente attraente il business monetizzabile direttamente si deve assumere una posizione di intermediazione (come aggregatore o motore di promozione e di ricerca) che permetta di vendere grandissime quantità di contenuti (iTune chiuderà l'anno con circa 1,5 miliardi di canzoni vendute e Apple usa iTune soprattutto per vendere in bundle gli iPod e contenere il churn creando comunità intorno al Brand).
Il tema è trattato anche nel mio post "sprecare è giusto" e nello speech di Chris Anderson al quale fa riferimento.